La cache (The Safe House) di Lionel Baier
Aggiornamento: il film è uscito nelle sale italiane il 4 settembre 2025 con il titolo Il Nascondiglio, distribuito da Filmclub Distribuzione
La Cache: un bambino nel cuore del ’68, tra segreti di famiglia e storie curiose
Parigi, maggio 1968. Mentre per le strade infuriano le rivolte studentesche e l’aria sfrigola di utopie, molotov e libertà in fermento, un bambino di nove anni viene affidato dai suoi genitori a un rifugio molto speciale: la grande casa familiare dei nonni, abitata da una schiera di parenti e personaggi che definire “improbabili” rende troppo poco. Christophe, così si chiama il bambino, è la chiave di lettura del film del regista svizzero c.
l film è un adattamento dell’omonimo romanzo di Christophe Boltanski, vincitore del Prix Femina del 2015. I genitori del nostro piccolo protagonista (Ethan Chimienti) sono militanti politici coinvolti in un movimento e, come accennavamo, decidono di metterlo al sicuro per qualche tempo.
Ma “La Cache” (il Nascondiglio) non è un semplice luogo fisico. Nel contesto, il titolo gioca esattamente su questa ambivalenza: la casa in cui viene “nascosto” Christophe non è solo un rifugio durante il caos del maggio ’68, ma anche un luogo dove si celano memorie familiari, traumi storici, sociali, identità sepolte. È una casa-labirinto: c’è il nonno medico, severo ed enigmatico; la bisnonna fuggita da Odessa; zii e zie che litigano, recitano poesie, si amano e si odiano con la stessa intensità.
In questo crogiuolo di umanità, Christophe osserva e costruisce la sua identità incarnando il ruolo di piccolo archivista, un testimone di tensioni e dei segreti, più o meno privati, che abitano queste mura domestiche. La struttura narrativa tumultuosa riflette questo doppio registro: commedia drammatica e chronique familiare.
Le scene avvengono quasi tutte all’interno della casa, con piccoli scorci che lasciano intuire ciò che accade fuori. Ma la vera azione è tutta interiore: nei dialoghi, nei litigi quotidiani, nei racconti di guerra e persecuzioni che affiorano nella mente degli occupanti, tra una cena e un battibecco. Il bambino esplora, si nasconde sotto i mobili, registra conversazioni, tenta di capire cosa significa appartenere a una famiglia così ingombrante, e poco alla volta, capisce che quella casa è un archivio vivente della Storia: Resistenza, antisemitismo, maggio francese, c’è un po’ di tutto. Così, La Cache diventa un terreno di formazione atipico, in cui il protagonista cresce non tanto scoprendo la “verità”, quanto scoprendo la complessità delle versioni, delle memorie, dei silenzi.
La Cache è, in definitiva, un’opera che invita lo spettatore a ripensare alle strutture familiari alla luce di strettoie personali. Ove presenti, anche storiche. Il film traccia un ritratto di famiglia a tutto tondo, dove eventi esterni e memoria individuale si intrecciano con quella collettiva. È un film che si lascia guardare con malinconia, compassione e un pizzico di interesse. Senza esagerare.
La scheda sul sito della Berlinale
La Cache
di Lionel Baier
Sceneggiatura: Lionel Baier, Catherine Charrier
Con: Dominique Reymond, Michel Blanc, William Lebghil, Aurélien Gabrielli, Liliane Rovère, Ethan Chimienti, Adrien Barazzone, Larisa Faber
Produzione: Svizzera / Lussemburgo / Francia, 2025
Lingua: francese
Durata: 90 minuti
Formato: colore
Prima mondiale: Berlinale 2025, Concorso
Direzione della fotografia: Patrick Lindenmaier
Montaggio: Pauline Gaillard
Musica originale: Diego Baldenweg, Nora Baldenweg, Lionel Baldenweg
Sound design: Raphaël Sohier
Scenografia: Véronique Sacrez
Casting: Stéphane Batut, Roxanne Peguet, Minna Prader
Produttori: Agnieszka Ramu, Laetitia Gonzalez, Yaël Fogiel, Vincent Quénault, Jeanne Geiben
Cast
Dominique Reymond – la nonna (Grandmama)
Michel Blanc – il nonno (Grandpapa)
William Lebghil – il prozio (Great-Uncle)
Aurélien Gabrielli – lo zio minore (Little-Uncle)
Liliane Rovère – Hinterland
Ethan Chimienti – il bambino
Adrien Barazzone – il padre del bambino
Larisa Faber – la madre del bambino
Francesco Pensovecchio, classe 1969, è giornalista e risiede a Palermo. È Editor-in-Chief di Cinema & Berlinale. Ha collaborato con varie testate tra cui Wineinsicily per Assovini Sicilia, Slow Food Italia, Giunti Editore, Giornale di Sicilia, Gambero Rosso, Falstaff e Cronache di Gusto. Segue attivamente la Berlinale dal 2011.

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