6 Luglio 2022

Berlinale & Cinema

La fanpage in italiano sul festival internazionale del cinema di Berlino

Le sel des larmes, amori che non emozionano

 

Come si fa a parlar male di Philippe Garrel, tra le colonne portanti del cinema francese? Ci proveremo. Le sel des larmes, in concorso alla Berlinale 2020, trasmette poche emozioni e diversi fastidi. La storia, sebbene porti la firma di Jean-Claude Carrière e Arlette Langmann, puzzicchia di perbenismo e stereotipi ed è di quelle abbastanza già viste. Il protagonista è il solito maschio instabile che desidera scoparsi qualsiasi bella donna gli capiti a tiro, salvo poi scappare quando questa non gli si concede subito, s’innamora, rimane incinta o prende un’iniziativa che per lui (è pur sempre il solito maschio instabile) non è ortodossa, ovvero aprire la coppia a un terzo. Il tutto è girato in un bianco e nero sgranato senza che se ne capisca la ragione: a tratti Le sel des larmes sembra fatto da un qualsiasi regista indie americano di trent’anni fa, ispirato dopo aver visto in qualche cineforum mezzo film della Nouvelle Vague.

la nostra valutazione

Di bello e di buono c’è senz’altro la scelta del cast, a cominciare dal terzetto di attrici: davvero intensa e realistica Oulaya Amamra, notevoli anche Souheila Yacoub e Louise Chevillotte (quest’ultima già con Garrel in L’amant d’un jour ma vista anche nel terribile Synonymes vincitore di Berlino 2019). Logann Antuofermo è il maschio alpha della situazione, André Wilms regala una magnifica interpretazione del padre. La cosa migliore: le battute finali, amare, divertenti, beffarde.

Le sel des larmes
Regia: Philippe Garrel
Con Logann Antuofermo, Oulaya Amamra, André Wilms, Louise Chevillotte, Souheila Yacoub
Origine: Francia-Svizzera
Durata: 100’