14 Marzo 2026

Cinema & Berlinale

News in italiano sul festival internazionale del cinema di Berlino

Il Festival premia Haile Gerima con la Berlinale Camera: uno sguardo lungo nove ore sul colonialismo italiano in Etiopia

Haile Gerima. Foto © Melketsadek

La Berlinale assegna la Berlinale Camera a Haile Gerima, maestro del cinema indipendente afroamericano. Al Forum presenta Black Lions – Roman Wolves, nove ore di memoria, resistenza e denuncia del colonialismo

Dal movimento della L.A. Rebellion al ritorno a Berlino: mezzo secolo di cinema indipendente premiato alla 76ª Berlinale

Il Festival premia Haile Gerima con la Berlinale Camera: uno sguardo lungo nove ore sul colonialismo italiano in Etiopia

Premio Berlinale Camera: alla 76ª edizione il Festival rende omaggio a Haile Gerima con il riconoscimento che il festival riserva a personalità che hanno segnato in modo profondo il cinema e la sua storia. Il regista etiope è tornato a Berlino con un’opera monumentale e con una traiettoria artistica che preserva la memoria attraversando mezzo secolo di cinema indipendente.

Il suo nuovo lavoro, Black Lions – Roman Wolves, presentato in anteprima mondiale nella sezione Forum, ci tocca da vicino è un film-fiume di quasi nove ore che affronta la storia e il mito del colonialismo italiano in Etiopia, intrecciando testimonianza storica, riflessione politica e commemorazione della resistenza etiope. Non è solo un’opera cinematografica, ma un documento che sonda le rimozioni occidentali e interroga il presente. In un momento storico in cui il tema della decolonizzazione torna con forza nel dibattito pubblico, Gerima sceglie la durata, la stratificazione, la complessità. Chiede tempo allo spettatore, e lo fa senza timori.

La consegna della Berlinale Camera avrà luogo il 17 febbraio 2026 alle ore 16.00 al Delphi Filmpalast, nell’ambito della proiezione del film. Un contesto simbolico: non una cerimonia separata, ma un riconoscimento immerso nell’opera stessa.

Come ha sottolineato la direttrice della Berlinale, Tricia Tuttle, i lavori di Gerima testimoniano storie segnate da oppressione e resistenza, e parlano con urgenza al mondo di oggi. Il festival lo aveva già accolto in Concorso nel 1993 con Sankofa, ma il Forum aveva riconosciuto il suo lavoro ancora prima, diventando uno spazio di dialogo privilegiato per il suo cinema. Il ritorno con Black Lions – Roman Wolves, progetto a lungo maturato, chiude idealmente un cerchio.

Nato ad Addis Abeba, Gerima si trasferisce negli Stati Uniti nel 1967 per studiare alla University of California. È tra i protagonisti della L.A. Rebellion, movimento di cineasti afroamericani e africani che, a partire dagli anni Settanta, costruisce un’alternativa radicale al cinema hollywoodiano, fondando un’estetica indipendente, politica e profondamente identitaria. I suoi film tengono insieme esperienza personale e dimensione storica, privato e collettivo, diaspora e radici. Tra i titoli più noti, Harvest: 3,000 Years (1975, già al Forum), Bush Mama (1976), Ashes and Embers (1982, presentato al Forum nel 1983) e Teza (2008), intensa riflessione sul passato etiope.

La Berlinale Camera, istituita nel 1986, è un oggetto che porta in sé un’idea concreta di cinema: 128 componenti, modellati su una vera macchina da presa, realizzati dall’orafo di Düsseldorf Georg Hornemann. In un festival che negli ultimi anni ha riaffermato la propria vocazione politica, l’omaggio a Gerima è un messaggio, ovvero l’idea che il cinema può ancora essere uno spazio di lotta simbolica, di memoria attiva, di ridefinizione dello sguardo europeo su se stesso.