6 Luglio 2022

Berlinale & Cinema

La fanpage in italiano sul festival internazionale del cinema di Berlino

 

Attesissimo a Berlino per il suo debutto internazionale, il nuovo film di Matteo Garrone, nelle sale italiane già da un paio di settimane, merita innanzitutto una parola: grazie. Grazie a Garrone per avere ridato dignità “alta” a quello che troppo spesso, per comodità, ignoranza o pigrizia, viene liquidato come una favola pedagogica (aiuto!), moraleggiante ai limiti del bigotto, e che è invece uno dei romanzi più importanti dell’Ottocento italiano; un grande Bildungsroman, immerso in un’atmosfera fantastica ma pur sempre un Bildungsroman.

Nel 2002 ci aveva già provato con risultati alterni Roberto Benigni, ricevendo un trattamento eccessivamente severo da pubblico e critica. E proprio Benigni torna nella versione di Garrone, stavolta nel ruolo più plausibile di Geppetto. Quando è diretto da altri (Giuseppe Bertolucci, Ferreri, Fellini), l’artista toscano dà sempre ottimi risultati, e anche in questo caso regala un’interpretazione notevole.

Più in generale il cast è costituito da scelte molto felici: parliamo sicuramente dei bambini, a cominciare da Federico Ielapi (Pinocchio), Alida Baldari Calabria (la bambina dai capelli turchini) e Alessio Di Domenicantonio (Lucignolo), e poi i comprimari di lusso fra i quali spiccano senza dubbio la coppia Papaleo-Ceccherini (il Gatto e la Volpe) e Teco Celio nelle vesti di giudice-scimmia. Fondamentale l’apporto di Mark Coulier: dall’invidiabile curriculum hollywoodiano, è autore con la sua troupe di tutti i trucchi e le protesi; un lavoro certosino davvero eccellente, a cominciare proprio dalla maschera del protagonista.

Garrone, tra i pochi registi italiani che non ha paura di osare zigzagando fra i generi, sembra trovarsi a suo agio nel fantastico come già ne Il racconto dei racconti. Affronta il testo di Collodi con deferenza mai pedissequa, dà il giusto rilievo alla critica sociale, inventa magnifiche soluzioni visive (anche grazie alla bella fotografia di Nicolai Brüel e ai costumi di Massimo Cantini Parrini) e sa valorizzare le atmosfere cupe di alcune sequenze. Peccato che il finale sia un po’ tirato via e che, a conti fatti, latitino le emozioni: il risultato, ben digerito una volta a casa, resta più apprezzabile per l’estetica che per la sostanza.

Valutazione: 3,5

 

 

 

Pinocchio
Regia: Matteo Garrone
Soggetto: dal romanzo di Carlo Collodi
Anno: 2019
Genere: avventura, fantastico
Durata: 125 min.
Produzione: Italia, Francia, Gran Bretagna / Archimede, Rai Cinema, Le Pacte, Recorded Picture Company
Distribuzione: 01 Distribution
Sceneggiatura: Matteo Garrone e Massimo Ceccherini
Produttori: Matteo Garrone, Jean Labadie, Anne-Laure Labadie, Jeremy Thomas, Paolo Del Brocco
Produttore esecutivo: Alessio Lazzareschi, Peter Watson, Marie-Gabrielle Stewart
Fotografia: Nicolaj Brüel
Montaggio: Marco Spoletini
Musiche: Dario Marianelli
Scenografia: Dimitri Capuani
Costumi: Massimo Cantini Parrini
Trucco: Mark Coulier
Storyboard: Giuseppe Liotti

Interpreti e personaggi
Federico Ielapi: Pinocchio
Roberto Benigni: Geppetto
Rocco Papaleo: Gatto
Massimo Ceccherini: Volpe
Marine Vacth: Fata Turchina (adulta)
Gigi Proietti: Mangiafoco
Alida Baldari Calabria: Fata Turchina (bambina)
Alessio Di Domenicantonio: Lucignolo
Maria Pia Timo: Lumaca
Davide Marotta: Grillo Parlante
Paolo Graziosi: Mastro Ciliegia
Massimiliano Gallo: Corvo/direttore del circo
Gianfranco Gallo: Civetta
Teco Celio: Giudice Gorilla
Enzo Vetrano: Maestro
Nino Scardina: Omino di burro
Maurizio Lombardi: Tonno
Guillaume Delaunay e Giuliano Del Taglia: Circensi
Domenico Centamore: Giangio
Gigio Morra: Oste
Mauro Bucci: Remigio, vicino di casa di Geppetto
Sergio Forconi: Venditore
Luisa Ragusa, Massimo Viafora, Giuliano del Taglia, Claudio Gaetani, Giovanni Iovino, Betty La Padula, Aldo Marinuccio, Davide Marotta: Marionette di Mangiafoco
Ciro Petrone: Banditore di Mangiafoco

Doppiatori italiani
Domitilla D’Amico: Fata Turchina (adulta)