Articolo aggiornato nel 2025: il film continua a essere oggetto di studio per la sua costruzione linguistica.
Seconda guerra mondiale, 1942. Gilles (Nahuel Pérez Biscayart), ebreo belga, viene arrestato dai nazisti e indirizzato insieme ad altri ebrei verso un campo di concentramento. Sulla strada verso il lager, vengono giustiziati i compagni di sventura di Gilles che, invece, con una incredibile dose di fortuna e prontezza, si spaccia per… persiano. Sul camion con gli altri prigionieri aveva scambiato del pane con un antico testo persiano, ma quell’azzardato possesso sarà proprio il lasciapassare per la vita.
Il responsabile del campo di concentramento, il comandante Koch (Lars Eidinger), è infatti alla ricerca di un insegnante di “farsi”, la lingua persiana. Gli ordini sono di condurre a lui chiunque la parli. L’obiettivo dell’ufficiale, trasferirsi a Teheran dopo la fine della guerra.
Così Gilles, costretto a recitare l’improbabile parte del persiano, accede alla speranza attraverso un’unica opportunità: inventare, nel più breve tempo possibile, con ogni mezzo, una lingua che non conosce. L’alternativa è essere immediatamente giustiziato.
L’interesse del militare per quella lingua condurrà Gilles a occupare una posizione favorevole all’interno del campo, per quanto orribile, perché responsabile dell’annotazione sui registri dei prigionieri giustiziati. Ben sfruttata, riuscirà asalvare molti.
Basato su un racconto del 2004 di Wolfgang Kohlhaase, regista e sceneggiatore berlinese, L’Invenzione di una lingua, il film è stato girato in Bielorussia dal regista russo Vadim Perelman e illumina, da un lato, l’importanza di una lingua, dal momento della sua creazione, al bisogno di comprensione oltre le regole. Sullo sfondo, l’immensa bugia concepita da Gilles nel disperato, titanico tentativo di salvarsi e aiutare altri prigionieri.
L’empatia, la “comprensione” tra Koch e Gilles trascende la lingua inventata, inesistente. Disumana la tecnica di memorizzazione delle parole, una pratica ossessiva di ripetizione dei nomi scritti quotidianamente nel registro dei giustiziati. Sembra quasi di avvertire un livello di compassione per Koch, inevitabile ed esteso a tutta la nazione tedesca, mentre confessa lo sdegno per essersi dovuto iscrivere al partito nazista in seguito alla crisi del 1918.
Una nota di merito sui due giovani protagonisti dall’indubbio talento teatrale: bravo l’argentino Nahuel Pérez Biscayart, perfetto nella parte del fragile e minuto prigioniero terrorizzato e schiacciato da una situazione ai limiti della follia (visto in questa edizione della Berlinale nel film in competizione El prófugo / The Intruder); e altrettanto bravo il tedesco Lars Eidinger nell’infelice ruolo dell’arrogante comandante nazista, pseudo-intellettuale, crudele e accondiscendente per cieco opportunismo (anche lui in un altro film in competizione, Schwesterlein – My Little Sister).
La tensione nelle oltre due ore di film resta alta e si resta incollati allo schermo sino alla fine.
FP
Press Conference: https://www.berlinale.de/en/archive-selection/archive-2020/programme/detail/202003696.html?openedFromSearch=true#video-press_conference
Persians Lessons
Regia: Vadim Perelman
Sceneggiatura: Ilya Zofin
Fotografia: Vladislav Opelyants
Editing: Vessela Martschewski
Musiche: Evgueni Galperine
Sound Design: Boris Voyt
Production Design: Dmitry Tatarnikov
Costumi: Alexey Kamyshov
Trucco: Ekaterina Odintsova
Assistente alla regia: Alexey Smolyar
Casting: Asya Smekalova
Production Manager: Irina Ragozina
Producers: Ilya Stewart, Murad Osmann, Pavel Burya, Ilya Zofin, Rauf Atamalibekov, Timur Bekmambetov: Vadim Perelman
Co-producer: Sol Bondy
Co-production: One Two Films, Berlin
Con
Nahuel Pérez Biscayart (Gilles)
Lars Eidinger (comandante del campo campo)
Jonas Nay (Max)
Leonie Benesch (Elsa)
Alexander Beyer (Commandante)
David Schütter (Paul)
Luisa-Celine Gaffron (Yana)
Giuseppe Schillaci (Marco)
Antonin Chalon (Jacob)
Mehdi Rahim-Silvioli (Nathan)
Prodotto da:
Hype Film, Russia, www.hypepro.ru
LM Media, Germany,www.lmmedia-berlin.com
Distribuzione Italia
Academy Two, https://academytwo.com/film/lezioni-di-persiano/
Francesco Pensovecchio, classe 1969, è giornalista e risiede a Palermo. È Editor-in-Chief di Cinema & Berlinale. Ha collaborato con varie testate tra cui Wineinsicily per Assovini Sicilia, Slow Food Italia, Giunti Editore, Giornale di Sicilia, Gambero Rosso, Falstaff e Cronache di Gusto. Segue attivamente la Berlinale dal 2011.










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