Berlinale Spotlight: il World Cinema Fund torna protagonista a Berlino
Il World Cinema Fund – di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo – sarà al centro di una nuova Berlinale Spotlight all’interno di Around the World in 14 Films, in programma dal 28 novembre al 6 dicembre 2025 a Berlino. Domenica 30 novembre, nella ventesima edizione del festival, è previsto un focus di un’intera giornata con cinque titoli sostenuti dal WCF.
Quattro film recenti e una retrospettiva compongono il programma, con opere provenienti da Cile, Egitto, Georgia, Thailandia e Senegal. In selezione The Mysterious Gaze of the Flamingo di Diego Céspedes, Aisha Can’t Fly Away di Morad Mostafa, Dry Leaf di Alexandre Koberidze, A Useful Ghost di Ratchapoom Boonbunchachoke e Félicité di Alain Gomis, Orso d’Argento a Berlino nel 2017.
Le proiezioni saranno presentate da Vincenzo Bugno, alla sua ultima apparizione pubblica come responsabile del fondo dopo 21 anni, prima del passaggio di consegne a Sata Cissokho. Nato nel 2004, il World Cinema Fund resta uno degli strumenti chiave della Berlinale per sostenere il cinema nelle aree con infrastrutture fragili e rafforzarne la circolazione internazionale.
Fonte: https://www.berlinale.de/en/2026/news-press-releases/269122.html
Il World Cinema Fund nasce nel 2004 come iniziativa della German Federal Cultural Foundation, in collaborazione con la Berlinale, con l’obiettivo di creare una struttura di sostegno unica basata su cooperazione produttiva ed efficienza economica. Il programma WCF Classic rappresenta il cuore dell’iniziativa e sostiene film provenienti da aree del mondo con infrastrutture cinematografiche fragili, contribuendo a dare visibilità a cinematografie poco rappresentate.
Il fondo prevede generalmente due sessioni di candidatura all’anno ed è rivolto a coproduzioni tra società di produzione tedesche (o europee con sede in Germania) e registi dei Paesi eleggibili WCF. Il partner tedesco è centrale: firma il contratto, riceve i fondi ed è responsabile della rendicontazione, certificando che il contributo sia speso interamente nella regione sostenuta. Un progetto può essere presentato anche senza partner tedesco, che diventa però obbligatorio in caso di approvazione.
Il contributo massimo è di 60mila euro per la produzione e 40mila per la post-produzione, su film con budget complessivo tra 200mila e 1,4 milioni di euro. La documentazione richiesta include piano finanziario, budget dettagliato, accordi di coproduzione, diritti d’autore e materiali artistici. Il WCF si conferma così uno strumento chiave di politica culturale europea, ponte tra cinema d’autore globale, industria tedesca e circuiti festivalieri internazionali.

Articolo a cura della redazione

Altre storie
La Berlinale 2026 apre con No Good Men di Shahrbanoo Sadat
Berlinale Classics, Generation, Panorama e Special: cinema per ricordare, disobbedire, crescere, risorgere
Max Richter premiato con la Berlinale Camera: musica per il cinema sonoro