25 Novembre 2022

Berlinale & Cinema

La fanpage in italiano sul festival internazionale del cinema di Berlino

Bad Luck Banging at Loony Porn, la volgarità è altrove

 

La storia di Babardeală cu bucluc sau porno balamuc, attualissima, sembra tirata fuori direttamente dalle recenti cronache italiane. Un video porno amatoriale viaggia in rete: la protagonista è un’insegnante che si trova a doversi difendere nel corso di un vero e proprio processo ordito dai genitori dei suoi allievi. Raccontata così, ci si aspetterebbe un film cupo, triste, incazzoso. Ma dietro la macchina da presa c’è Radu Jude: il regista rumeno, Orso d’Argento nel 2015 con Aferim! e autore dell’apprezzato Tipografic majuscul visto lo scorso anno nella sezione Forum, è, vivaddio, un habitué della Berlinale.

Jude, che ci ha (ben) abituati a una satira “seria”, che non ha paura di spaziare dall’approccio documentaristico al più esagerato registro grottesco, non si smentisce neanche stavolta. Dopo aver mostrato “senza filtri” la ripresa del video incriminato, il film si divide in tre parti, più altrettanti finali alternativi. Nella prima seguiamo la protagonista Emi (Katia Pascariu) per le strade di Bucarest. Qui la cultura sembra abbandonata a sé stessa e la trivialità si esprime nel pieno del suo fulgore: mastodontici suv parcheggiati sulle strisce da vecchi instabili sulle gambe, gigantesche pubblicità ammiccanti, ovunque totale mancanza di empatia, complottismo in autobus e persino dentro una farmacia (quasi dimenticavamo, siamo in piena pandemia e tutti gli attori recitano con la mascherina).

La seconda parte, geniale, andrebbe benissimo come cortometraggio a sé: staccandosi per un momento dalle vicissitudini della protagonista, Jude ci regala un curioso “dizionario” in cui racconta la Romania (e non solo lei) dalla A alla Z, utilizzando materiale di repertorio, aneddoti piccoli e grandi, tragici e divertenti, spesso entrambi.

Nell’ultimo capitolo, la grettezza, il sessismo, la volgarità, il razzismo e il complottismo deflagrano inevitabilmente nella scena del “processo”; processo che, com’è ovvio, può finire in due modi. O forse tre, con la folle, irresistibile sorpresa che strappa risate liberatorie al termine di un film molto più profondo di quanto possa apparire.stelle 4

 

Babardeală cu bucluc sau porno balamuc
Regia e sceneggiatura Radu Jude
Durata 106’
Nazionalità Romania/Lussemburgo/Croazia/Repubblica Ceca

Con Katia Pascariu, Claudia Ieremia, Olimpia Mălai, Nicodim Ungureanu, Alexandru Potocean, Andi Vasluianu

Produzione microFilm
Distribuzione Heretic Outreach