Notes of Berlin, di Mariejosephin Schneider (2020)
Notes of Berlin, i pizzini di un mosaico contemporaneo
Diciamolo subito: questo non è un film che è stato proiettato alla Berlinale, ma – in attesa del prossimo programma 2026 – vi proponiamo questa pellicola per scaldare un po’ l’atmosfera.
In Notes of Berlin di Mariejosephin Schneider, la regista prende spunto dall’omonimo blog berlinese (da non perdere), una vetrina digitale dei messaggi e dei cartelli trovati per le strade e tra gli anfratti più disparati della capitale tedesca.
Il film si snoda attraverso quindici episodi, brevi frammenti che si accendono e si spengono come fari nel buio urbano, componendo un mosaico che è insieme ritratto sociale e, al contempo, dichiarazione di affetto per un luogo che vive nella molteplicità (sulla città di Berlino, segnaliamo la recensione di Das Licht di Tom Tykwer).
Non che ci sia una logica particolare o un protagonista, e nemmeno una linea narrativa dominante. A guidare la regia sono invece le note (i pizzini, diremmo noi siciliani), dei biglietti appesi a pali, cassette della posta, portoni di case che diventano testimoni di necessità. Sono oggetti poveri, effimeri, eppure carichi di significato. In un’epoca dominata dalla comunicazione digitale, questi frammenti di carta rappresentano un paradosso: sono messaggi destinati a tutti ma rivolti a nessuno in particolare, scritti per essere letti da estranei.
Questa tensione tra modernità e arcaicità è il cuore pulsante del film. Le note non sono solo dei vettori di informazione o offerta di scambio: sono un sistema di comunicazione urbano rudimentale, ancestrale quasi, che resiste ostinatamente all’oblio dell’algoritmo. Come graffiti su una caverna, testimoniano un bisogno irriducibile di presenza, un segno lasciato nel mondo. È in questa imperfezione tangibile che Notes of Berlin trova il suo respiro più autentico.
Alcuni segmenti brillano per freschezza e autenticità, come l’assurdo casting per una Wohngemeinschaft o le derive sentimentali più surreali, mentre altri cedono a una certa dispersione tonale e a un’irregolarità che può disorientare. Ma forse è proprio questo sfasamento a restituire con sincerità il volto della città: incoerente, sfuggente, mai del tutto chiaro.
La scelta di un formato in 4:3 e l’essenzialità visiva della fotografia accompagnano i frammenti senza estetizzare il quotidiano, ma lasciandolo emergere nella sua nudità. Le interpretazioni, affidate a un cast che include Andrea Sawatzki, Axel Werner, Taneshia Abt e Paul Boche, oscillano tra il naturalismo e il grottesco, sottolineando la varietà degli approcci. Ma ciò che resta, alla fine, è la sensazione di aver attraversato una Berlino che non si lascia catturare da una sola inquadratura, ma si scompone e si ricompone nelle sue mille voci.

Notes of Berlin è un film imperfetto, ma necessario: un esperimento di cinema urbano che sceglie di ascoltare e che ci ricorda come anche il più fragile dei messaggi, se lasciato su un muro, possa diventare memoria condivisa.
In visione su Prime Video USA, RbbTV e sulla Mediathek di ARD Das Erste (Germania)
Notes of Berlin (2020)
di Mariejosephin Schneider
Sceneggiatura: Thomas Gerhold e Mariejosephin Schneider
Co-autore: Thomas Gerhold
Genere: Commedia
Paese: Germania
Lingua: Tedesco
Sottotitoli: Inglese
Durata: 103 minuti
Classificazione FSK: 12+
Formato immagine: 1.33:1
Frame rate: 25 fps
Audio: Surround 5.1, Stereo 2.0
Produttori: Martin Danisch, Clemens Köstlin
Associate Producer: Joab Nist
Direzione della fotografia e color grading: Carmen Treichl
Montaggio: Inge Schneider
Scenografia: Greta Truetken, Nathalie Panther, Bohdan Adam Wozniak
Costumi: Susanne Weiske, Julia Blazek
Trucco: Stefanie Lewandowski
Musica originale: Rafael Triebel, Fabian Saul
Sound design: Niklas Kammertöns
Mix audio: Alexandre Leser
Direzione di produzione (DFFB): Andreas Louis
Direzione di produzione: Clemens Köstlin
Editing RBB: Verena Veihl, Cooky Ziesche
Cast (in ordine di episodio)
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“Der Unfall”: Paul Boche, Louit Lippstreu, Lana Ellenrieder
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“Man With Van”: Gareth Lennon, Olivia Kundisch
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“Ein Hund steigt aus”: Bartholomew Sammut, Axel Werner
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“WG-Casting”: Katja Sallay, Zoe Steinbrenner, Matus Krajnak, Ardian Hartono, Malwina Senkiw
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“Das türkische Café”: Yeliz Simsek, Jale Arikan, Nisan Arikan, Gizem Cetin, Şükriye Dönmez, Attila Kabuk, Ali Ekber, Hasan H. Tasgin, Helena Abay, Asil Aydin
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“Wir sind Könige!”: Resit Ballikaya
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“Das Karma dankt”: Mex Schlüpfer, Stephanie Stremler
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“Kaninchen/Hase”: Tom Lass, Marko Dyrlich, Maria Mägdefrau, Taneshia Abt
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“Mutter an der Kreuzung”: Andrea Sawatzki, Leopold Altenburg, Frizzipina Schneider
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“Die Vernissage”: Edgar Harter, Marc Philipps
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“Queen von Berlin”: Holger Behr, Stella Sai Musall, Sandra Julia Reils, Maximilian Gehrlinger, Jarl Lando Beger, Alucard, Alice D
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“Taxi nach Paris”: Gernot Kunert, Sean Black
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“Kleine Diebe”: Warsama Guled, Alexander Martschewski, Ben Gibson, Frederik von Lüttichau, Nizam Namidar
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“Was heisst denn Contemplate”: Richard Dreher, Alaaddin Kemec

Articolo a cura della redazione

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