14 Marzo 2026

Cinema & Berlinale

News in italiano sul festival internazionale del cinema di Berlino

Good Luck, Have Fun, Don’t Die: il ritorno visionario di Gore Verbinski alla Berlinale

Sam Rockwell © Constantin Film Distribution GmbH

Dopo oltre dieci anni di assenza, Gore Verbinski torna con una fantascienza anarchica e sorprendentemente compatta.

Berlinale Special Gala

Good Luck, Have Fun, Don’t Die: il ritorno visionario di Gore Verbinski alla Berlinale

Tra IA, fast food e disperati reclutati dal futuro, Good Luck, Have Fun, Don’t Die è un film che diverte (e spiazza)

L’attesa era tanta, almeno da queste parti. Dopo l’exploit di Rango e i primi Pirati dei Caraibi, alcuni film incompresi e diversi progetti mai andati in porto, Gore Verbinski era sparito; adesso torna dietro la macchina da presa dopo oltre dieci anni.

Presentato alla Berlinale in anteprima “ufficiale” (ha in realtà debuttato durante una proiezione segreta al Fantastic Fest di Austin), Good Luck, Have Fun, Don’t Die racconta di un uomo misterioso che, vestito in modo bizzarro e con una fantomatica bomba alla cintura, piomba in un fast food raccontando di venire dal futuro e arruolando un gruppo di scalcinati e disperati esseri umani di varie estrazioni per aiutarlo a salvare il mondo dall’intelligenza artificiale. Di più è difficile raccontare, e non per questioni legali: semplicemente vi rovineremmo la visione.

Impossibile non pensare a diverse pellicole del genere: la fantascienza d’autore, fieramente cazzara ma severamente critica verso il presente, è un territorio che, dai tempi del miglior Terry Gilliam fino al Mickey 17 di Bong Joon-ho, ha sempre fatto la gioia degli appassionati. Una cosa, però, questi film di solito non fanno: i soldi.

Noi speriamo francamente che Verbinski infranga quest’infame tradizione e porti a casa un bel po’ di dollari: se li merita. Non si tratta di un capolavoro, attenzione. Però è un film che convince, mescola i generi, omaggia l’horror, regge le digressioni (l’episodio che ha per protagonista Juno Temple avrebbe potuto anche essere un progetto a sé), funziona persino nell’ultima parte, quando fa una strana virata, spariglia le carte e, nonostante tutto, chiude con un finale spiazzante quanto divertente.

Molto del merito va alla sceneggiatura di Matthew Robinson, ma la regia di Verbinski è ipnotica e guizzante: non ci si annoia mai. Anche il cast è più che meritevole: Sam Rockwell e Juno Temple in primis, ma Haley Lu Richardson e Michael Peña non sono da meno. Non si conosce ancora un’eventuale uscita italiana, ma siamo fiduciosi.

Il film è uscito ieri (13 febbraio) nelle sale statunitensi. Al momento, non è stata annunciata una data di distribuzione ufficiale per l’Italia, sebbene sia segnalato come in arrivo.

La scheda sul sito del festival: https://www.berlinale.de/en/2026/programme/202606027.html

stelle 3Good Luck, Have Fun, Don’t Die
Regia: Gore Verbinski
Sceneggiatura: Matthew Robinson
Cast: Sam Rockwell, Juno Temple, Haley Lu Richardson, Zazie Beetz, Michael Peña
Durata: 134 minuti
Paesi: Germania, USA
Anno: 2025
Formato: Colore
Lingua: Inglese
Anteprima europea
Versione con audio description in inglese disponibile
Classificazione: R 16

Good Luck, Have Fun, Don’t Die, il team © Alexander Janetzko

Cast
Sam Rockwell
Juno Temple
Haley Lu Richardson
Zazie Beetz
Michael Peña
Asim Chaudry

Credits
Regia: Gore Verbinski
Sceneggiatura: Matthew Robinson
Direttore della fotografia: James Whitaker
Montaggio: Craig Wood
Musiche: Geoff Zanelli
Sound Design: Erik Aadahl, David Bach, Malte Bieler
Scenografia: David Brisbin
Costumi: Neil McClean
Trucco: Marika Weber-Collop
Casting: Denise Chamian, Liz Ludwitzke

Produttori:
Gore Verbinski, Robert Kulzer, Erwin Stoff, Oly Obst, Denise Chamian

Produttori esecutivi:
Oliver Berben, Matthew Robinson, Richard Wright, George Parra, Michael Rothstein, Samuel Hall, Warren Goz

Società di produzione
Constantin Film / Monaco di Baviera, Germania
Blind Wink Productions / Pasadena, USA
3 Arts Entertainment / Beverly Hills, USA