21 Gennaio 2026

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Mickey 17: una commedia noir (spaziale) con critica sociale (molto terrestre)

Robert Pattinson in Mickey 17 di Bong Joon Ho / © 2025 Warner Bros

Bong Joon‑ho reinventa la fantascienza con Mickey 17, un’esilarante e feroce commedia nera sul valore della vita nel futuro dei cloni, tra gelo interplanetario e satire sociali acuminate.

Aggiornamento: Il film Mickey 17 è uscito nelle sale italiane giovedì 6 marzo 2025. Successivamente, è arrivato anche in televisione e streaming, debuttando su Sky Cinema e NOW il 1° dicembre 2025.

 

Identità, capitalismo ed esistenza: quando la fantascienza diventa specchio del presente

Mickey 17: una commedia noir (spaziale) con critica sociale (molto terrestre)

Nel gelido 2054 l’umanità ha mandato in avanscoperta coraggiosi e disperati per colonizzare e sfruttare Niflheim, un pianeta di ghiaccio tanto inospitale quanto simbolico. Mickey Barnes è un “expendable”, un soggetto dalla speciale categoria. In breve, un lavoratore sacrificabile, “usa e getta”, che nel caso di evento infausto potrà essere “ristampato a piacimento”, recuperando persino i suoi ultimi ricordi. La scelta votata al sacrificio non è, ovviamente, libera, ma indotta da presupposti estremi, ad esempio la fuga dalla terra per ingenti debiti. La sua prima occasione sarà, appunto, la missione su Niflheim.

La pericolosità del pianeta ed errori più o meno casuali interromperanno vita di Barnes più volte, ma il sistema ne stamperà prontamente una nuova copia. Cosa che accadrà per 18 volte. L’ultima stampa sarà, tuttavia, un errore, causato dalla sopravvivenza accidentale (creando un paradosso esistenziale) della diciassettesima versione, ma anche per un diverso carattere, nel senso della “personalità”, tra le due versioni.

È da qui, da questa scissione di identità che parte l’irriverente letteratura visiva di Bong, che gioca con clonazioni, sarcasmo e spietate satire sociali per interrogarsi su cosa significhi sopravvivere in un sistema che considera la vita umana un semplice input di produzione.

La trama attraversa paesaggi artici e labirinti di corpi replicati con ironia nera e dinamiche grottesche che solo un autore capace come Bong Joon‑ho poteva orchestrare. Mickey 17 è molto di più di un film di fantascienza: è un trattato impietoso sull’economia del sacrificio e sulla razionalizzazione capitalistica del corpo umano. L’espediente narrativo della morte rituale e della stampa di cloni si presta a una riflessione feroce sul valore delle persone in un universo in cui persino la morte diventa commodity.

La regia di Bong è un’alchimia di formule: la sua capacità di mischiare commedia nera e fantascienza non è mai stata così scaltra e disarmante. Le sequenze su Niflheim alternano il gelo quasi metafisico dell’ambientazione con un’ironia che sfiora il farsesco, se vogliamo un bel compromesso tra i paradossi di Borges e l’estetica fantascientifica di The Outer Limits.

Gli effetti visivi non puntano alla meraviglia cosmica, bensì a una sorta di distopia domestica che evoca più un laboratorio etico che una frontiera eroica. Questa estetica è un campo di battaglia della forma dove ogni inquadratura sembra interrogarsi sulla condizione umana in un futuro in cui l’individuo è ridotto a linea di produzione.

Mark Ruffalo e Toni Colette

Robert Pattinson, nel ruolo di Mickey, realizza una performance sorprendentemente sfaccettata: oscillando tra comicità e malinconia, porta in scena un protagonista che è allo stesso tempo un martire e un clown kafkiano in un universo guidato da becero utilitarismo. Accanto a lui, Steven Yeun offre un contrappunto di autenticità e umanità, mentre Toni Collette e Mark Ruffalo, con quest’ultimo nei panni di un politico messianico e ossessivamente ottimista, incarnano le parodie di un potere degenerato.

Se Parasite era satira sociale radicata nella stratificazione di classe, Mickey 17 trasforma questo tema in un gioco di specchi, dove il corpo di Mickey ripetuto diciotto volte diventa la metafora suprema dell’alienazione. A volte lo sviluppo della storia paga il prezzo di una grande ricchezza di idee e si diluisce in micro episodi laterali, ma è proprio in questi scarti che Bong trova il suo umorismo più feroce e lo spettatore tutto il suo divertimento.

Alla fine, Mickey 17 è un film che ti segna: una commedia nera spaziale capace di intravedere l’orrore della nostra contemporaneità. Molto consigliato.

La scheda del film Mickey 17 sul sito della Berlinale

stelle 4Mickey 17
di Bong Joon Ho (regia e sceneggiatura)
con Robert Pattinson, Naomi Ackie, Steven Yeun, Toni Collette, Mark Ruffalo
USA / Corea del Sud, 2024
Lingua: inglese
Durata: 137 minuti / Colore
Anteprima tedesca
Direttore della fotografia: Darius Khondji
Montaggio: Yang Jinmo
Musica: Jung Jaeil
Sound design: Tae Young Choi
Scenografia: Fiona Crombie
Casting: Francine Maisler
Produzione: Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Bong Joon Ho, Dooho Choi
Produttori esecutivi: Brad Pitt, Jesse Ehrman, Peter Dodd, Marianne Jenkins

Cast
Robert Pattinson – Mickey Barnes
Naomi Ackie – Nasha
Steven Yeun – Timo
Toni Collette – Ylfa
Mark Ruffalo – Kenneth Marshall