21 Gennaio 2026

Cinema & Berlinale

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Vera Brandes, la ragazza che scatenò Keith Jarrett: il miracolo di Köln 75

Mala Emde interpreta Vera Brandes

Con Köln 75, Ido Fluk racconta l’impossibile impresa di una ragazza che cambiò la storia della musica: un film brioso, intelligente e fuori tempo come un assolo jazz suonato a stomaco vuoto.

 

Il film di Ido Fluk racconta la vera storia del Köln Concert di Keith Jarrett: una ragazza, un’idea folle e la nascita di una leggenda

Vera Brandes, la ragazza che scatenò Keith Jarrett: il miracolo di Köln 75

Aggiornamento al 25 dicembre: il film è uscito in Germania il 13 marzo 2025, e in altri paesi europei nella successiva estate. In Italia non è ancora uscito ufficialmente, ma la distribuzione è stata annunciata e il titolo figura nei piani di distribuzione tramite Lucky Red. Pertanto è da considerarsi in arrivo. Attendiamo l’annuncio ufficiale.

Colonia, 24 gennaio 1975. Vera Brandes, una diciottenne, si aggira dietro le quinte dell’Opernhaus con l’aria preoccupata di chi non riesce più a gestire la situazione. Veste come una rockstar, parla come una consumata agente di spettacolo, anche se non lo è, e sta disperatamente cercando un oggetto: un pianoforte Bösendorfer 290 Imperial, un modello da concerto con 97 tasti.

Quella sera deve salire sul palco Keith Jarrett, già leggenda del pianoforte jazz, dopo svariate ore di viaggio in macchina e furiosi dolori alla schiena. Nessuno sa ancora che da quella performance, improvvisata, avvenuta su un mezza coda scordato e con lo stomaco vuoto, nascerà uno degli album live più venduti e mitizzati della storia.

Presentato nella sezione Berlinale Special Gala, il film del regista tedesco Ido Fluk racconta la storia di Köln 75 con ritmo, leggerezza e tensione: non con la reverenza del biopic canonico, ma nella traiettoria ribelle di un coming-of-age punk. Vera non è solo un personaggio: è una forza della natura, sfrontata e travolgente.

Fluk riesce in un compito difficile: costruire la tensione narrativa del film non tanto sull’esito del concerto di Jarrett, di cui conosciamo già la portata leggendaria, ma sul processo tragicomico, testardo e pervaso dal caos che lo precede.

Le premesse sono assolutamente avverse: Vera è parte di una famiglia borghese e perbenista che osteggia azzardi e sviluppi professionali creativi e senza studio. Il budget è inesistente. Il pianoforte, come accennato, non si trova. Lo strumento di rimpiazzo è sottodimensionato e inadatto. E poi, maltempo, scioperi, una vita sentimentale confusa, malesseri e chi più ne ha più ne metta.

Sì, Köln 75 è un percorso a ostacoli che, invece di rallentare il racconto, lo accelera come in una partitura jazz dove un problema si trasforma in improvvisazione e stile. C’è qualcosa di irresistibilmente vivo in questo film. La libertà di sbagliare, di insistere, di credere che un’idea folle possa ribaltare la realtà.

John Magaro dà a Jarrett un’inquietudine controllata, diffidente e scomoda, che si scioglie solo nel gesto musicale finale. Bastano pochi istanti per far sentire il peso emotivo di quella notte, il suono di qualcosa che nasce nonostante tutto remi contro. E mentre la macchina da presa di Fluk si muove fluidamente tra interni opprimenti e spazi anonimi, il cuore del film resta sempre incollato a Vera, alla sua corsa contro il tempo e alle sue bugie a fin di bene, anzi, di musica.

Köln 75 è un inno alla disobbedienza costruttiva, all’energia che nasce quando si straccia lo spartito e si suona qualcosa che ancora non esiste. È cinema giovane, sì, ma nel senso più serio e libero del termine: capace di raccontare la storia come se stesse accadendo ora. Ci è piaciuto. Molto.

La scheda di Köln 75 sul sito della Berlinale

stelle 4Köln 75
di Ido Fluk (regia e sceneggiatura)
Paesi: Germania / Polonia / Belgio, 2025
Lingue: tedesco, inglese
Durata: 116 minuti
Formato: colore e bianco e nero
Prima mondiale
Classificazione: R 12
Direzione della fotografia: Jens Harant
Montaggio: Anja Siemens
Musica: Hubert Walkowski
Sound design: Frederik van de Moortel
Scenografia: Jutta Freyer
Casting: Emrah Ertem

Cast
Mala Emde — Vera Brandes
John Magaro — Keith Jarrett
Michael Chernus — Michael
Alexander Scheer — Manfred
Ulrich Tukur — il padre di Vera
Jördis Triebel — la madre di Vera
Susanne Wolff — Vera (a 50 anni)
Enno Trebs — Jan
Shirin Lilly Eissa — Isa
Leo Meier — Fritz