Marion Cotillard in La Tour de Glace di Lucile Hadžihalilović
Un viaggio nell’immaginario sensuale e distaccato di Lucile Hadžihalilović
La Torre di Ghiaccio: l’incanto gelido di Lucile Hadžihalilović alla Berlinale
La Torre di Ghiaccio (titolo originale La Tour de glace, internazionale The Ice Tower) è un film del 2025 diretto da Lucile Hadžihalilović, uscito in Francia il 17 settembre 2025. Al momento (fine dicembre 2025) non ci sono ancora date di uscita italiane specifiche. Di seguito riproponiamo la nostra recensione del 4 marzo 2025.
La proiezione di La Tour de Glace (The Ice Tower) di Lucile Hadžihalilović alla 75ª Berlinale si è imposta come uno dei momenti più evocativi (forse anche divisivi) di una competizione solcata dai territori dell’immaginario; potremmo citare Das Licht, La Cache, Mickey 17 e Reflet dans un diamant mort.

Premiato con l’Orso d’Argento per il miglior contributo artistico, La Tour de Glace propone la regista francese come una voce speciale del cinema contemporaneo europeo, capace di tradurre in immagini la fragile soglia tra sogno e realtà.
Ambientato negli anni Settanta, racconta la fuga di Jeanne, una giovane orfana che, in cerca di un rifugio da un mondo che non riconosce come proprio, si nasconde negli studi dove si sta girando un adattamento cinematografico della fiaba La Regina delle Nevi di Hans Christian Andersen. Qui, incontrando Cristina, star glaciale e affascinante interpretata da Marion Cotillard, Jeanne non solo trova un’opportunità di fare la comparsa, ma si imbatte in un legame magnetico che ribalta i ruoli dell’aggressore e della salvatrice.
Nel tema del sogno, la Hadžihalilović mescola sapientemente fiaba e cinema, sfruttando la cornice del set come un labirinto di specchi in cui realtà, desiderio e immaginazione si fondono. Il film non è raccontato con la linearità di un romanzo d’ispirazione romantica, ma traccia un paesaggio emotivo fatto di atmosfere gelide. E tensione.
La figura di Jeanne, interpretata con vitale naturalezza dalla giovane Clara Pacini, poi, incarna il desiderio di fuga di ogni adolescente; al contrario, Cristina è la regina cristallizzata di un mondo di fantasmi, bellezza e controllo, riflettendo negli occhi della ragazza le sue stesse ferite.
Dal punto di vista estetico, il film è un’opera di assoluto rigore visivo: la fotografia raffredda volutamente la tavolozza cromatica fino a farne un elemento narrativo, trasformando la neve artificiale e gli interni dello studio in un teatro di ossessioni. I contrasti tra i blu accecanti dei set e i toni più caldi delle poche scene in luce naturale accentuano l’effetto alienante, richiamando l’idea che il cinema, così come la fiaba di Andersen, è una magia sospesa.
Criticamente e nel pieno stile del film, diciamolo, restiamo freddi anche noi. Non intendiamo discostarci dal riconoscimento per il più che apprezzabile contributo artistico, tra l’altro declinato magnificamente al femminile (è qui che non abbiamo più dubbi). Solo che soffriamo un po’ il freddo, il ritmo compassato e la scarsa accessibilità emotiva, percepita come “glaciale”, appunto, in senso narrativo. Di questo chiediamo venia.
In merito alla visione, La Tour de Glace non è un film che si svela all’improvviso e suggeriamo allo spettatore un po’ di pazienza. La visione ipnotica, la costruzione degli idoli e l’illusione come forma di sopravvivenza si riflette senza filtri sullo spettatore. Il quale deve decidere se la fiaba va contemplata nella sua algida “perfezione”, se tutto questo è di suo gradimento, o se preferisce rinunciare a tutto per una crociera ai Caraibi.
La scheda sul sito della Berlinale
La Tour de Glace
Francia / Germania, 2025
Lingua: francese | Durata: 118’ | Colore | World premiere
Regia: Lucile Hadžihalilović
Sceneggiatura: Lucile Hadžihalilović, Geoff Cox
Direttore della fotografia: Jonathan Ricquebourg
Montaggio: Nassim Gordji Tehrani
Sound design: Ken Yasumoto, Etienne Haug
Scenografia: Julia Irribarria
Casting: Lydia Le Doeuff
Produzione: Muriel Merlin
Co-produzione: Victor Hadida, Ingmar Trost
Con:
Marion Cotillard (Cristina)
Clara Pacini (Jeanne / Bianca)
August Diehl (Max)
Gaspar Noé (Dino)
Marine Gesbert (Stéphanie)
Lilas-Rose Gilberti
da sinistra, Marion Cotillard (Cristina) e Clara Pacini (Jeanne/Bianca). Nell’ultima foto assieme.
Francesco Pensovecchio, classe 1969, è giornalista e risiede a Palermo. È Editor-in-Chief di Cinema & Berlinale. Ha collaborato con varie testate tra cui Wineinsicily per Assovini Sicilia, Slow Food Italia, Giunti Editore, Giornale di Sicilia, Gambero Rosso, Falstaff e Cronache di Gusto. Segue attivamente la Berlinale dal 2011.




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