21 Gennaio 2026

Cinema & Berlinale

News in italiano sul festival internazionale del cinema di Berlino

Key visual: un orso a colori per la Berlinale 2026

Orso Berlinale 2026

Colori accesi, luci in movimento e una immagine riconoscibile: il nuovo visual della Berlinale 2026 celebra l’orso di Berlino, simbolo della città, della sua storia e del suo cinema

 

 

Il nuovo manifesto della Berlinale 2026 reinventa l’orso di Berlino come figura viva, pulsante, caleidoscopica. Un’immagine che tiene insieme città, cinema e identità

Key visual: un orso a colori per la Berlinale 2026

È stato rilasciato il key visual ufficiale della 76. Berlinale, l’immagine che accompagnerà la prossima edizione del Festival dal 12 al 22 febbraio 2026 e che già spunta sui poster in città e online. In linea con lo spirito gioioso e cosmopolita del festival, il celebre Orso di Berlino torna in una veste vivace, festosa e colorata, esplodendo in una trama di forme e cromie che ricordano la natura caleidoscopica del cinema stesso, capace di brillare nel buio e suggerire infinite storie allo spettatore. Il design, pensato per accendere la curiosità e riflettere la ricchezza narrativa dell’evento, vuole essere un simbolo della creatività che anima la Berlinale e la sua comunità internazionale di cinefili e professionisti. La creazione è stata curata da Claudia Schramke.

Ma l’orso non è solo il simbolo della Berlinale: è l’emblema stesso di Berlino, presente nello stemma ufficiale della città fin dal Medioevo e impresso su insegne, graffiti, tombini e bandiere in ogni angolo urbano. Ma da dove nasce questa figura totemica?

La prima attestazione dell’orso come simbolo berlinese risale al XIII secolo, anche se il legame tra l’animale e il nome della città è più mitico che linguistico: Berlin non deriva infatti da Bär (orso in tedesco), ma probabilmente da un termine slavo legato alle paludi. Eppure, la coincidenza fonetica ha funzionato come catalizzatore immaginario. Già nel 1280, un sigillo cittadino mostra un orso in posizione araldica, e nel corso dei secoli questa immagine si è consolidata fino a diventare un’icona dell’identità berlinese.

Durante il Novecento, l’orso ha assunto nuovi significati politici e culturali: mascotte orgogliosa della città durante la Repubblica di Weimar, simbolo di resilienza negli anni della divisione, totem di rinascita nel dopoguerra. Quando nel 1951 nasce la Berlinale, l’orso diventa anche premio cinematografico: l’Orso d’Oro e l’Orso d’Argento sono da allora tra i riconoscimenti più ambiti del cinema internazionale.

Per questo, ogni volta che il key visual della Berlinale viene svelato, non è solo una questione grafica. L’orso, anno dopo anno, si trasforma in forma e colore, ma continua a rappresentare l’anima mutevole e resistente di Berlino. L’edizione 2026 lo propone in una versione festosa e pulsante, fatta di centinaia di frammenti colorati che sembrano molecole in movimento: una figura che appare e scompare, si compone e si dissolve, proprio come una visione cinematografica. Un’immagine che celebra l’energia collettiva del festival e la vitalità contraddittoria della città.

Info: www.berlinale.de