Laeni Geiseler è Marielle
Marielle sa tutto, vede tutto, sente tutto. Hambalek firma una commedia feroce sulla fragilità degli adulti. Testo aggiornato al 25 novembre 2025.
Lo schiaffo (What Marielle Knows), quando sapere è peggio che non sapere
Marielle ha tredici anni, va a scuola, è sportiva, vive con i suoi genitori in una casa ordinata di periferia. Dimostra intelligenza, sensibilità e anche una più che comprensibile timidezza adolescenziale. Ha interessi. È una ragazza normale in un contesto ordinario. Un giorno, durante l’intervallo, riceve uno schiaffo da una compagna: un gesto non bello ma, in fondo, nell’ordinarietà delle cose e di una crescita socialmente completa. Solo che quell’episodio è la genesi di un fatto nuovo: da quel momento Marielle sviluppa un’abilità fuori dal comune. Ogni volta che i suoi genitori parlano o agiscono, anche lontano da lei, Marielle riesce a sentire e vedere tutto in tempo reale. Una specie di telepatia, di lettura dei pensieri in coloro che le sono vicini che la espone a ciò che di solito rimane nascosto ai figli: mezze verità, risentimenti, attrazioni represse, bugie quotidiane.
Presentato in concorso alla 75ª Berlinale, Was Marielle weiß / What Marielle Knows, in distribuzione in Italia dal 27 novembre con il titolo Lo Schiaffo, è il secondo lungometraggio del regista tedesco Frédéric Hambalek. La pellicola parte da un’idea spiazzante ma allo stesso tempo affascinante: cosa accadrebbe se un’adolescente (si, esatto, proprio un adolescente) potesse accedere senza filtri alla vita segreta degli adulti? Una posizione diversa rispetto ad un potenziale, ma piuttosto atto di ribellione filiale (il cui esempio potreste trovarlo nel film Köln 75, vedi qui).
Oltre le riflessioni morali e sociali del caso, che evidentemente sono sottostanti e che rimbombano nella nostra mente, nella fattispecie il risultato è una commedia familiare, furba, che usa la telepatia come strumento narrativo per esplorare alcune dinamiche relazionali tra figli e genitori.
Hambalek lavora egregiamente sui dialoghi e sugli spiccioli del quotidiano. Evita tentazioni pedagogiche, non cerca empatia a tutti i costi, non intende salvare i suoi personaggi. Al contrario, li mette in difficoltà e li osserva mentre si barcamenano per salvare una parvenza di onore e rispettabilità davanti alla figlia, pur sapendo che tutto è ormai perduto.
La scrittura è secca, ritmata, sarcastica. Disincantata. I due genitori, interpretati e coerenti nel ruolo da Julia Jentsch e Felix Kramer, non sono mostri né eroi, ma persone normali alle prese con preoccupazioni, frustrazione e aspettative disattese. Marielle, interpretata dalla giovane Laeni Geiseler, è una presenza riservata, timida, eppure implacabile che ripudia intimamente la finzione e che, alla fine, prova persino pietà di fronte ai tentativi di manomissione della verità.
Proprio sulla performance di Laeni Geiseler, concordiamo con Screen Daily: Geiseler offre una performance credibile come adolescente confusa e taciturna, alle prese non solo con la scuola ma con l’enorme peso emotivo delle rivelazioni sulla vita dei genitori, riuscendo a rendere autentico il conflitto interiore su posizioni in fondo scontate.

Il film, pur restando dentro i confini della commedia, non è superficiale. La leggerezza non copre il disagio, la satira non addolcisce l’imbarazzo. Non ci sono “lezioni” da imparare, solo la consapevolezza, amara, che i rapporti più stretti sono spesso costruiti su una sottile ma costante manipolazione.
Lo Schiaffoè un film esile, ma pungente. Racconta con lucidità una cosa che tutti sanno e solo pochi ammettono:la sincerità, soprattutto in famiglia, è una forma di violenza sottile. A volte necessaria, a volte insopportabile. Troviamo questa linea scelta per questa edizione della Berlinale più che interessante e non isolata. Segnaliamo infatti un’altra pellicola da valutare, Ari, che vi raccontiamo in questo articolo. Entrambi da vedere.
La scheda sul sito della Berlinale
Lo Schiaffo
Titolo originale: Was Marielle weiß / What Marielle Knows
Regia e sceneggiatura: Frédéric Hambalek
Paese: Germania
Anno: 2025
Lingua: tedesco, francese
Durata: 86 minuti
Formato: colore
Anteprima mondiale: Berlinale 2025 – Competition
Direttore della fotografia: Alexander Griesser
Montaggio: Anne Fabini
Suono: Steffen Pfauth
Scenografia: Bartholomäus Martin Kleppek
Casting: Ulrike Müller, Anne Walcher
Produttori: Philipp Worm, Tobias Walker
Cast
Julia Jentsch — Julia
Felix Kramer — Tobias
Laeni Geiseler — Marielle
Mehmet Ateşçi — Max
Moritz Treuenfels — Sören

Francesco Pensovecchio, classe 1969, è giornalista e risiede a Palermo. È Editor-in-Chief di Cinema & Berlinale. Ha collaborato con varie testate tra cui Wineinsicily per Assovini Sicilia, Slow Food Italia, Giunti Editore, Giornale di Sicilia, Gambero Rosso, Falstaff e Cronache di Gusto. Segue attivamente la Berlinale dal 2011.

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